MovieClub Film Festival :: Prima Edizione
Il Festival

Il programma
I cortometraggi

Gli ospiti

NORI CORBUCCI
NORI CORBUCCI Nori Corbucci è nata a Napoli da genitori triestini ed ha lavorato come costumista nel cinema. Moglie del grande regista Sergio Corbucci, vive e lavora a Roma. Nel 1981 il suo libro di poesie, Oltre l’idea, è stato selezionato per il “Premio Viareggio”. Nel 1989 ha pubblicato Fiabando, un libro di fiabe esoteriche. Nel 1993 ha collaborato con Orio Caldiron alla realizzazione di un’opera sul cinema di Sergio Corbucci. Nel 1998 è uscito Il regista del mio cuore: in questo libro Nori racconta la lunga storia d’amore da lei appassionatamente vissuta assieme al suo Sergio, il grande regista scomparso alla fine del 1990. Il suo libro ci permette così di ripercorrere, in compagnia di tanti protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, trent’anni di vicende del cinema italiano. Gli incontri con Totò, cui il regista, nonostante i sette film girati insieme, dava del lei; i set con De Sica (in veste di attore), Sordi, Manfredi, Gassman; le serate spensierate e chiassose della Roma della “dolce vita”; i viaggi, i litigi e lo strampalato matrimonio a sorpresa; le cene con l’amico Paolo Villaggio o da Ugo Tognazzi, che usava gli ospiti come cavie per i suoi improbabili esperimenti culinari, come il risotto blu o le cozze alla birra; le animate discussioni con Ennio Flaiano o Francesco Rosi; lo spassoso “giocone” natalizio preparato con meticolosità da Nori e Sergio; le ormai mitiche kermesse di fine anno nella villa toscana del produttore Franco Cristaldi.

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ALESSANDRO HABER
ALESSANDRO HABER Alessandro Haber è nato a Bologna il 19 gennaio 1947. Insieme al padre rumeno e alla madre italiana, trascorre gran parte della sua infanzia in Israele. Fin da ragazzino il suo sogno è la recitazione: a nove anni torna in Italia e rimane fedele a quel sogno che lo porta, appena ventenne, a ottenere una parte in La Cina è vicina, pellicola di Marco Bellocchio del 1967 e successivamente a lavorare con registi come i Taviani, Fellini, Bertolucci e Damiani sempre in piccole parti. E così nella sua sterminata filmografia compaiono i titoli più disparati: tanto negli anni ’70 che negli ’80 le sue comparsate e le sue interpretazioni in ruoli secondari non si contano, la sua è una vera e propria gavetta che gli permetterà di farsi le ossa e di raggiungere una maturità espressiva decisamente rara per gli standard cui ci hanno abituati gli attori italiana dell'ultima generazione. E così Haber si ritrova a lavorare sui set di Sogni d'oro di Moretti nella parte di un collega disoccupato dell'alter-ego morettiano Michele Apicella, al fianco di Ugo Tognazzi e Philippe Noiret in Amici miei – Atto II, nell'esordio cinematografico di Salvatores con Sogno di una notte d'estate fino a quando nel 1986 Pupi Avati lo sceglie per il suo Regalo di Natale.

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SILVIO MUCCINO
SILVIO MUCCINO Solare, volitivo, spontaneo ma, soprattutto, determinato a lasciare il segno. Sono ormai lontani i tempi in cui Silvio Muccino viveva all'ombra del fratello: il regista di fama internazionale Gabriele Muccino. La grinta e l'innata stoffa gli permettono di calarsi con profonda intensità emotiva nei ruoli più disparati, prediligendo quelli di individui estremamente confusi. Le sue interpretazioni, cosi istintive, viscerali e coinvolgenti, gli consentono di scrutare intimamente l'animo dei suoi personaggi, rendendolo uno dei giovani attori italiani maggiormente apprezzati. Questo travolgente 27enne nasce nella città eterna: il padre Luigi, ora pensionato, era dirigente Rai, la madre Antonella Cappuccio è, invece, una pittrice affermata soprattutto nei circoli intellettuali romani. Minore di tre figli, Silvio ha una sorella - Laura- che si occupa di casting. Diplomato al Liceo Mamiani nel quartiere di Prati nonché iscritto alla Facoltà di Lettere presso l'Università degli Studi "La Sapienza" (dove ha sostenuto solo qualche esame), l'attore deve molto al fratello Gabriele che gli ha infuso l'amore per la settima arte quando aveva appena 16 anni.

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LUCIO ROSATO
LUCIO ROSATO Attore, si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1964, anno in cui ha iniziato la sua attività teatrale nella compagnia di Paolo Poli (“Il candelaio” di Giordano Bruno; “Il diavolo”) e successivamente di Mario Scaccia (“Il mercante di Venezia”) e di Orazio Costa (“Miguel Manara”; “Processo a Gesù”). Nel 1966 sbarca al cinema nel ruolo del cattivo nel cult di Sergio Corbucci “Navajo Joe”, specializzandosi nel corso di tutti gli anni ’60 nel genere degli spaghetti western dove vestirà quasi sempre i panni della “carogna” o dell’antagonista (“I giorni della violenza” di Alfonso Brescia; “Voltati… ti uccido” di Alfonso Brescia; “Ciakmull” di Enzo Barboni; “Carogne si nasce” di Alfonso Brescia; “Gli specialisti” di Sergio Corbucci). Ma è proprio con Sergio Corbucci che Rosato prosegue un fortunato sodalizio, comparendo in molte delle pellicole del regista romano: da “Sing Sing” (1983) a “A tu per tu” (1984), da “Sono un fenomeno paranormale” (1985) a “Roba da ricchi” (1989); da “Donne armate” (1990) a “Night club” (1994), lavorando al fianco ad attori del calibro di Franco Nero, Johnny Dorelli, Enrico Montesano, Paolo Villaggio, Alberto Sordi e Renato Pozzetto. Nel 1987 incontra Ruggero Deodato e con lui lavora nei televisivi “I ragazzi del muretto” e “Oceano”, e per il cinema in “The Barbarians”.

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SOFIA SCANDURRA
SOFIA SCANDURRA La vita professionale di Sofia Scandurra è corredata di ottime critiche dei maggiori critici italiani nello specifico Cinematografico, Teatrale, Letterario, Televisivo e Pittorico. Giovanissima si dedica con successo alla  pittura  (vince un premio alla Mostra pittrici Italiane, Palazzo Esposizione) e alla poesia e pubblica su “Auditorium” e “La fiera letteraria” diretta da Cardarelli. Fra le sue ultime mostre di pittura: “Personale” su invito all'Osterio Magno di Cefalù e “Quelli del Cinema” a Roma. Scrittrice, ha pubblicato più di 400 racconti, sotto lo pseudonimo di Lazzarina, nella pagina letteraria del “Tempo” diretto da Renato Angiolillo. Ha scritto numerosi romanzi e commedie teatrali, tutte rappresentate, curando anche la traduzione e l’adattamento teatrale di 13 commedie di Agatha Christie, Simenon e Betancourt. Dal 1962 lavora nel cinema: è stata aiuto regista di Luigi Zampa (in ben sette film), di Mario Camerini, Dario Argento, Maurizio Ponzi, Nino Manfredi, Adriano Celentano e Fausto Tozzi. Tra i film a cui ha lavorato: “Le dolci signore”, “Il medico della mutua”, “Bisturi, la mafia bianca”, “Contestazione generale”, “Le cinque giornate”, “Trastevere”, “I giovani tigri”, “Per grazia ricevuta” e “Yuppi du”.

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MILENA VUKOTIC
MILENA VUKOTIC Attrice soave e pacata, minuta e delicata, dotata di una classe che da sempre la contraddistingue, ha attraversato il cinema italiano (e non solo), dai primi anni Sessanta fino ad oggi senza mai risparmiarsi. Figlia di un commediografo jugoslavo del Montenegro e di una pianista e compositrice italiana, Milena si accorge da subito di avere l'arte nelle vene e la recitazione come passione. Da esile ballerina di danza classica della compagnia internazionale Grand Ballet du Marquis De Cuevas e di Roland Petit passerà a frequentare corsi di teatro in Francia e, al suo ritorno in Italia, sceglierà di continuare a danzare solo sporadicamente per dedicarsi invece alla più amata recitazione. Precisa e meticolosa, approda al cinema nel 1958 con La carne è debole accanto a Silvia Dionisio e Bernard Blier e, con l'arrivo degli anni Sessanta, il grande schermo le apre le sue porte dorate, dove trova posto soprattutto nelle commedie.

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